The New Italian Design 2.0

The-New-italianTriennale Design Museum, il primo museo del design italiano, diretto da Silvana Annicchiarico, porta avanti con The New Italian Design un percorso di analisi, valorizzazione e promozione della nuova creatività italiana.

La mostra ha fatto tappa a Madrid (2007), Istanbul (2010), Pechino e Nantou (2012), Bilbao (2013), San Francisco (2013).

The New Italian Design a San Francisco rientra nel progetto Making in Italy – Making in USA: “Artisanship, Technology and Design. Innovating with Beauty”, che si terrà dall’11 al 24 giugno a San Francisco nell’ambito dell’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti, ideato e curato da Fondazione Giannino Bassetti.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Giannino Bassetti, il Consolato Generale d’Italia e l’Istituto di Cultura Italiana a San Francisco: incontri, eventi e dibattiti tra artigiani, makers e intellettuali italiani e statunitensi, cultori del bello ed esperti di nuove tecnologie uniti nella definizione e realizzazione dell’economia della bellezza.

La mostra presenta i lavori di 132 designer con 288 progetti, di cui 189 sul design di prodotto, 28 sulla grafica, 28 su oggetti legati al corpo come gioielli, borse e accessori, 7 sulla ricerca, 32 sul food design, 4 sull’interior design.

Emerge un panorama ricco e sfaccettato, che parte dal furniture design fino ad abbracciare nuove forme di comunicazione, dal food al web design, dal fashion al textile design, dal design del gioiello alla grafica e alla multimedialità fino ai complementi d’arredo e all’oggettistica.

Gli oggetti esposti spaziano da autoproduzioni a produzioni in grande serie, da oggetti artistici a altri prettamente industriali. Molti dei designer coinvolti sono già affermati a livello internazionale e lavorano per importanti aziende del settore.

Presentata per la prima volta nel 2007 alla Triennale di Milano, The New Italian Design è nata da un censimento condotto su scala nazionale con l’intento di mettere a fuoco il passaggio nel mondo del design dal XX al XXI secolo evidenziandone il sostanziale cambiamento di ruolo della professione.

Afferma Silvana Annicchiarico: “Il design contemporaneo si situa e opera in un paradigma decisamente diverso rispetto a quello dell’epoca dei ‘Maestri’: allora la cultura del progetto puntava a realizzare prodotti compiuti, funzionali e definitivi, oggi invece – divenuto in qualche modo ‘professione di massa’ – il design genera processi più che prodotti, e si dà in primis come forma di autorappresentazione della propria capacità di immaginare, di creare e di innovare. I nuovi designer non sono né eredi né allievi dei Munari, dei Magistretti, dei Castiglioni. Sono un’altra cosa. Ostinarsi a pensarli come ‘piccoli’ maestri, significa pretendere di continuare a inserirli parassitariamente dentro paradigmi novecenteschi che non funzionano più. Significa far torto a loro, alla loro diversità e originalità, oltre che al sistema design nel suo complesso. Per orientarsi nel nuovo paesaggio mobile del design italiano – che è fatto di giochi di squadra e di movimenti orizzontali più che di individualistiche azioni verticali – non serve la nostalgia per un’età dell’oro che si è ormai conclusa. Serve piuttosto una ritrovata capacità di esplorare, di rischiare e magari anche di smarrirsi, per poi ritrovarsi di nuovo.

La mostra The New Italian Design rappresenta un tentativo di muoversi in questa direzione”.